La vera libertà
si dimostra nella
responsabilità

C   H   I      S   I   A   M   O
Storia Associazione Pordenone e dintorni Carlo Cattaneo

 

Una Associazione
per conoscere,
approfondire e capire

 
 

L’Associazione Culturale «Carlo Cattaneo» di Pordenone ha carattere volontario ed apartitico. Si prefigge l’obiettivo di svolgere un’attività, in campo culturale e sociale, mirata all’approfondimento e alla diffusione delle tematiche federalistiche, autonomiste e libertarie nella cultura, nella storia, nell’arte, nella letteratura, nei costumi e nelle tradizioni, sia locali che di altri popoli e di altre eventuali tematiche di interesse e di attualità.

 

L’Associazione Culturale «Carlo Cattaneo» di Pordenone nasce nel 1996, fondata da un gruppo di studenti pordenonesi, con lo scopo di approfondire e diffondere la cultura libertaria (ogni uomo ha il diritto naturale alla vita, alla libertà e alla proprietà). Da allora l’Associazione ha cercato di crescere confrontandosi e mettendo in discussione le proprie idee con chiunque, soprattutto con chi la pensa in modo profondamente diverso, convinta che solo il confronto onesto anche se magari “politicamente non corretto”, possa avvicinare alla soluzione dei problemi, perché in un confronto chi cambia la propria idea non subisce una sconfitta, ma una crescita.
 

Negli anni più recenti della propria attività, l’Associazione Culturale «Carlo Cattaneo» ha interpretato il proprio ruolo proponendosi come vera e propria “cinghia di trasmissione” tra i soggetti che interpretano l’attività sociale, culturale, economica e politica della nostra comunità. Ci si è posti, in sostanza, l’obiettivo di aprire un continuo e, auspicabilmente, proficuo confronto tra personalità che altrimenti avrebbero avuto ben poche occasioni per stabilire un reciproco contatto. Se, infatti, come molti reputano, il XXI secolo segna l’entrata della nostra civiltà nell’epoca della comunicazione, diventa altrettanto oggettivo riscontrare, su questo versante, un notevole ritardo diffuso tra i vari segmenti che strutturano la nostra realtà quotidiana. Cultura, società, economia vivono nello stesso ambiente senza quasi mai sfiorarsi e la stessa politica, il soggetto che per antonomasia dovrebbe rappresentare la sintesi di queste varie “anime”, da alcuni anni registra un serio ritardo.
 

I componenti dell’Associazione, ovviamente, non pretendono di attribuire alcun valore “demiurgico” alla propria attività, ma sono animati dalla forte convinzione che solamente nel dibattito, nella conoscenza reciproca, nel confronto aperto e continuo si possano stabilire le basi per affrontare un presente in perenne e veloce mutazione. Un’epoca, quella contemporanea, che di certo deve segnare una svolta per quelli che sono stati, finora, i comportamenti tradizionali. Un’epoca che ha scoperto il sostantivo “sinergia” senza però ancora comprenderne a fondo i termini applicativi. Un’epoca nella quale le soluzioni ai problemi della nuova società globalizzata, non potranno prescindere da un pensiero capace di analizzare il presente in maniera scientifica, propositiva e scevra da qualsiasi forma di pregiudizio. Il pensiero, in altre parole, che animava il formidabile lavoro di uno dei protagonisti del pensiero moderno: Carlo Cattaneo. In questi ultimi tre anni di attività, periodo che ha segnato il “nuovo corso” dell’Associazione (con una decisa apertura delle attività nei confronti del pubblico), sono stati pertanto organizzati convegni, incontri, nonché pubblicati alcuni saggi capaci di porsi in modo del tutto autonomo, rispetto al mondo dell’associazionismo tradizionale.

Nel febbraio del 2004, per esempio, si è svolto il convegno sul tema “Euroregioni - quale futuro”, che ha visto il confronto tra studiosi come Carlo Lottieri, Ettore A. Albertoni, Carlo Stagnaro ed esponenti del mondo politico regionale e nazionale quali Giancarlo Galan, Isidoro Gottardo, Antonio Di Bisceglie, Francesco Speroni, Edouard Ballaman, Lodovico Sonego. Contemporaneamente al convegno è stato pubblicato anche un saggio nel quale questi e altri protagonisti hanno dato il proprio contributo, in termini di idee e proposte, al tema dell’Euroregione.

Nell’autunno dello stesso anno (2004) l’Associazione ha pubblicato il saggio La nostra libertà e le altre culture, seconda tappa della collana “Europa - dibattiti e idee a confronto”, curata da Mario S. Rigoni. Anche questo volume è stato abbinato a un convegno che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Khaled Fouad Allam, Nevio Alzetta, Fausto Biloslavo, Anat Hila Levi, Enzo Marigliano, Angelo Santarossa, Alessandro Vitale.

Nella primavera del 2005 l’Associazione ha pubblicato il saggio di Pim Fortuyn Contro l’islamizzazione della nostra cultura. Si tratta della prima opera del leader politico olandese, trucidato nel 2002, mai pubblicata prima d’ora in lingua non nederlandese (traduzione della dott.ssa Elisabetta Svaluto Moreolo, con la collaborazione scientifica di Rocco W. Ronza). Una drammatica e importante testimonianza del nostro tempo, contenuta nel terzo volume della collana “Europa - dibattiti e idee a confronto”.

Tra il 2005 e il 2006, inoltre, l’Associazione ha organizzato una serie di incontri (tenutisi nel capoluogo pordenonese) tra alcuni protagonisti della nostra vita quotidiana e la popolazione locale (tra i molti relatori: Yassine Belkassem, Carlo Panella, Silvio Calzolari, Luigi Marco Bassani).
 

L’ultimo incontro, prima della pausa estiva del 2006, si è tenuto il 19 giugno nella sala dell’ex convento di San Francesco a Pordenone e ha avuto come tema: “Microcredito: una opportunità per il riscatto e per la lotta alla povertà”. La serata è stata condotta dal dottor Gianmarco Zanchetta, direttore generale della Banca di Credito Cooperativo Pordenonese.

Il tema del microcredito ha affascinato il direttivo dell’Associazione, in quanto esempio di come una realtà privata, che opera comunque in un ambito di concorrenza commerciale, possa riuscire, se guidata da valori morali importanti posti alla base della mission aziendale, ad intervenire con strumenti efficaci in realtà dove l’intervento pubblico, pur con un impegno di risorse economiche e umane notevolmente maggiori, spesso fallisce.

L’ottima esposizione ha trovato un pubblico attento e interessato in sala ma, fatto a nostro avviso ben più importante, ha riscosso un grande interesse anche tra amministratori pubblici e operatori privati del settore no profit, che pur non essendo presenti in sala sono stati in diversi modi informati dell’iniziativa.
Se questo porterà altri ad approfondire in diverse sedi questo tema, che noi riteniamo di fondamentale importanza per affrontare le sfide che aspettano l’Occidente nell’immediato futuro (e che in parte già viviamo), avremmo raggiunto il nostro scopo di “cinghia di trasmissione”.
 

I primi mesi del 2007 sono stati impegnati nella traduzione e pubblicazione del secondo libro in italiano di Pim Fortuyn, La società orfana.

 

 

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